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La sicurezza dei pagamenti 
in Internet
e la realtà italiana


Ogni volta che la stampa o la televisione analizzano il fenomeno del commercio elettronico c'è spesso un accenno alla questione della sicurezza dei pagamenti su Internet.
Una recente indagine del Boston Consulting Group evidenzia che una delle cause che attualmente frena gli acquisti è il fatto che gli acquirenti non si sentono sicuri di inviare il proprio numero di carta di credito attraverso Internet. Scopo di questo articolo è di fare un po' di chiarezza sull'argomento senza addentrarsi in dettagli troppo tecnici.

Nella vita di tutti i giorni molte persone utilizzano la carta di credito per acquistare beni e servizi, e gli esercenti che accettano il pagamento con carta di credito, ad esempio un negozio o un ristorante, conservano una ricevuta stampata contenente fra le altre cose il numero della carta di credito e la firma del titolare.
Quindi perché preoccuparsi tanto che qualcuno su Internet possa venire in possesso del nostro numero di carta, quando nel mondo "fisico" ciò avviene in continuazione, anzi, è la norma? Ciò premesso, è necessario suddividere l'argomento in due parti, la prima tecnologica e la seconda relativa alle istituzioni finanziarie italiane.

ASPETTO TECNOLOGICO.
Possiamo segmentarlo a sua volta in due aree, l'SSL e il SET.

SSL è uno standard per criptare le informazioni che transitano dal browser al sito e renderle quindi illeggibili nel caso venissero intercettate; è supportato in modo automatico dai principali browser, non richiede l'aggiunta di programmi specifici ne la richiesta di password. E' anche conosciuto come "server sicuro" e si riconosce nei negozi di commercio elettronico perché quando si arriva a una pagina "sicura" appare un simbolo di lucchetto (Microsoft Internet Explorer) oppure una chiave (Netscape Navigator) nella parte inferiore del browser. I titolari delle principali carte di credito possono acquistare in modalità SSL perché la transazione viene assimilata agli acquisti effettuati per telefono o per corrispondenza, detti anche MOTO (Mail Order Telephone Order).
Non vi è però la certezza dell'identità di chi sta effettuando la transazione, poiché non vi è la "firma", e quindi la transazione è ripudiabile dal legittimo titolare della carta il quale può contestare l'estratto conto mensile per quanto riguarda le transazioni MOTO. Ciononostante il grande pregio di questo sistema è che è efficace e lo usano molti siti di successo, fra cui Amazon.com che ha superato gli otto milioni di clienti in tutto il mondo, con pagamenti che avvengono prevalentemente con carta di credito.

Il SET è uno standard promosso da Visa e Mastercard e da altri partner, avente lo scopo di rendere più sicure le transazioni via Internet. I principali browser non sono abilitati alle transazioni SET e per poterlo utilizzare è necessaria l'installazione di un software (ad eccezione della recente versione 5 del Microsoft Internet Explorer, che include il software SET); inoltre ogni titolare di carta di credito deve richiedere alla società emettitrice un codice personale (PIN). Quindi la procedura è senz'altro più macchinosa ma ha il vantaggio di garantire l'identità dell'acquirente e le transazioni effettuate non sono ripudiabili dal titolare, a meno che non riesca a dimostrare l'uso fraudolento del software SET e del suo PIN, ma l'onere della prova è a suo carico e non invece nei confronti del venditore (esercente).
Quasi nessun sito al mondo attualmente effettua transazioni commerciali in modalità SET.

LE ISTITUZIONI FINANZIARIE IN ITALIA.

In Italia non tutte le banche accettano il pagamento con carta di credito nel caso che i numeri delle carte provengano da Internet; fra quelle invece che accettano le transazioni via Internet alcune utilizzano solo la modalità SET, altre quella SSL, altre tutte e due.

La Setefi S.p.A, Business Unit Gruppo Intesa, è stata una delle prime istituzioni finanziarie italiane a operare nel commercio elettronico via Internet; il Dott. Francesco Pesenti Barili, dipendente dell'Ufficio Commerciale dichiara che "siamo partiti a fine '97 implementando servizi per pagamento sicuro con carta di credito via Internet; personalmente sono rimasto soddisfatto perché le richieste di esercenti che chiedono l'attivazione del servizio sono in costante aumento e stiamo avendo un ritorno positivo crescente del tempo".

La Banca Monte dei Paschi di Siena ha realizzato un sistema di pagamento su Internet denominato PAYONLINE con la modalità SSL. Secondo il Dott. Roberto Onniboni, Responsabile dell'Ufficio Marketing e Comunicazione, la sicurezza è un problema reale che fino ad oggi ha ostacolato in parte lo sviluppo del commercio elettronico in Italia. "La nostra Banca è attenta agli sviluppi futuri del comparto e, allo stato attuale, per garantire un livello di sicurezza adeguato, preventivamente al convenzionamento degli esercenti a PAYONLINE, visiona i siti degli operatori per verificare il rispetto degli standard di sicurezza in uso. I siti cosiddetti "vulnerabili" si prestano facilmente ad intromissioni e manomissioni e ciò si può ripercuotere sulla sicurezza del sistema di pagamento. Per quanto riguarda gli acquirenti non esistono problematiche particolari in quanto: 

a. le pratiche di "sniffing" sono molto rare; 

b. i browser (Netscape, Explorer, etc.) sono comunque dotati di cifratura che si sposa con quella dei "server sicuri";

c. comunque per maggiore prudenza si possono adottare semplici procedure di pre-registrazione che consentono di completare la transazione senza mai inviare in rete i numeri di carta di credito;

d. tale soluzione è presente nel nostro sistema di pagamento PAYONLINE".

DI CHI E' IL RISCHIO?
Il rischio del commercio elettronico è soprattutto per chi vende (l'esercente) e non per chi compra: infatti come abbiamo visto l'acquirente, in caso di uso indebito della sua carta di credito con la modalità SSL, può contestare l'estratto conto chiedendo lo storno a suo favore dell'importo relativo; in quel caso la società che gestisce la carta di credito (ad esempio Visa) si rifa' sull'istituzione finanziaria (ad esempio Setefi) la quale a sua volta si rifarà sull'esercente; questo meccanismo in gergo si chiama "Charge Back", ma non è caratteristico di Internet bensì è una clausola contrattuale dei contratti MOTO (Mail Order Telephone Order), tipici della vendita per corrispondenza e che esistono da molti anni.

Il caso Amazon.com ci dimostra che è possibile fare affari con Internet oggi utilizzando la tecnologia che è già disponibile; tuttavia chi volesse intraprendere un'attività di vendita attraverso internet deve essere a conoscenza degli argomenti trattati in questo articolo.

Eugenio La Mesa

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