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L'arte di motivare
Massimo Brizzi è dal 1992
partner di Ottantaventi.
Svolge attività di formazione nei
settori management e vendite. Lavora in Italia per
aziende di importanza nazionale ed internazionale. Partecipa a
progetti di formazione internazionali.
Svolgere un lavoro stimolante, avere prospettive di carriera, ricevere riconoscimenti per i risultati raggiunti, sono importanti motivazioni a dare il massimo nel proprio lavoro.
E’ quindi molto importante che il responsabile di un gruppo abbia l’obiettivo di individuare e soddisfare queste motivazioni per:
migliorare i risultati del proprio gruppo,
stimolarne la collaborazione e il coinvolgimento in tutte le situazioni,
favorire atteggiamenti costruttivi nei confronti del cambiamento,
sviluppare il senso di appartenenza.
Come raggiungere questi obiettivi?
Grazie ad alcune capacità molto utili per infondere motivazione ed entusiasmo:
coltivare attitudini personali che siano di esempio per colleghi e collaboratori: buon umore, equilibrato senso di ottimismo, atteggiamento positivo nei confronti del lavoro, degli obiettivi da perseguire e dei cambiamenti da
gestire;
tener conto delle capacità e delle attitudini di ciascuno, individuando coloro che sono più portati a ricevere incarichi di responsabilità, rispetto a chi tende ad eseguire.
Per esempio, nominiamo “capo-progetto” qualcuno che sia motivato e non terrorizzato dal ricevere questa
investitura;
sviluppare l’ orientamento all’obiettivo da parte di tutto il gruppo: fissiamo obiettivi motivanti, verifichiamo l’andamento dei lavori di ciascuno, ribadiamo costantemente l’importanza del rispetto dei tempi e del lavoro dei colleghi, ricordiamo che grazie al proprio lavoro ciascuno contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo del
gruppo.
Così facendo, rinsalderemo anche auto-stima e sicurezza: le persone infatti amano svolgere le attività che svolgono bene e raggiungere l’obiettivo è la conferma più motivante del fatto che un lavoro è stato
realizzato bene;
dare direttive chiare e precise, che non creino equivoci o incertezze relative alla qualità, ai tempi, alle modalità e alla valutazione delle attività da
svolgere;
dare riconoscimenti all’ottenimento dei risultati, ma anche all’impegno profuso e all’eventuale raggiungimento di obiettivi intermedi.
Si tratta di un atteggiamento molto motivante, ma anche da dosare attentamente: può infatti far nascere l’ equivoco che è sufficiente impegnarsi, per ricevere riconoscimenti, a prescindere dal fatto che gli obiettivi siano raggiunti.
O addirittura può causare demotivazione e ripicche, se le ore passate in ufficio o in azienda vengono considerate come una fonte di riconoscimento “dovuto”, scollegato da produttività e
risultati;
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