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Figli e arte del negoziato
Beati i figli di coloro che sanno negoziare!

Vittorio Galgano
Vittorio Galgano è presidente di 
Ottantaventi Formazione
.

Autore dei libri "Come parlare in pubblico" "Come diventare un ASSO della vendita".

 

 


Negoziare è un’attività che,  nel lavoro o nel privato, dobbiamo affrontare quasi tutti i giorni. Sono le reazioni alle nostre proposte che, nello svolgimento di qualsiasi ruolo, costituiscono la misura del nostro successo.

Una sera, diversi anni fa, sono andato con dei conoscenti a pranzare in un ristorante.
Uno di loro, Sandro, aveva con se il figlio, un bambino di otto anni. Sua moglie, Luciana, ci avrebbe raggiunto più tardi a causa di un contrattempo.
Un cameriere ci venne incontro a ritirare i soprabiti, ma quando toccò al bambino, egli si rifiutò di consegnarglielo. Il cameriere gli disse scherzosamente: « Non ho intenzione di rubartelo.»
«Lo so, ma me lo voglio tenere addosso.»
Intervenne il padre: «Fabio, obbedisci a papà: levati il cappottino.»
«No, lo voglio tenere.» 
«Ma qui soffrirai il caldo e ti sarà scomodo stare a tavola con il cappotto» rispose il padre cercando di negoziare la situazione a proprio favore con il ragionamento.
«Non ho caldo e mi voglio tenere il cappotto.»

Nella sala seduti a tavola c’erano altri bambini. Sandro li additò e, allo scopo di rinforzare la validità del suo ragionamento con delle prove, disse: «Guarda, non c’è un solo bambino, seduto a tavola, con indosso il paltò perché qui fa molto caldo.»
«Che facciano quello che vogliono, non m’interessa.»
Uno degli amici rivolgendosi a Sandro, propose ridendo: «Noi intanto andiamo a tavola, tu raggiungici quando avrai risolto la negoziazione.» 

Il cameriere nel frattempo andò a depositare i nostri soprabiti nel guardaroba e poi tornò per ritirare anche il cappottino, ma il padre gli disse di lasciar perdere e ci raggiunse al tavolo dove stavamo prendendo posto. 
Sandro, prima di sedersi, visto che il ragionamento di prima non aveva fatto presa, fece ricorso ad altri due espedienti di negoziazione.
Ricompensa: «Fabio, se ti levi il paltò ti farò avere due fette di torta». 
«No, neppure per tre.»
Minaccia: «Se non ti levi il paltò, salti la torta.»
«Ne faccio a meno.»
Una delle amiche disse ridendo: «Hai un figlio proprio irremovibile».
«È vero, quando si ficca in testa qualcosa è impossibile fargli cambiare idea» ammise il padre arrendendosi e permettendo al bambino di sedere a tavola con il cappotto. Poi aggiunse: «Cominciamo pure ad ordinare, Luciana arriverà, come sapete, con un po’ di ritardo.»

Luciana arrivò che avevamo finito il primo. Dopo averci salutato, guardò Fabio e chiese al marito:
«Cosa fa con indosso il cappotto?»
«Non ha voluto levarselo.» rispose Sandro stringendosi nelle spalle.
Luciana si avvicinò al figlio, lo prese per un braccio e lo costrinse ad alzarsi dalla sedia: «Vieni un momentino con la mamma.» 
Lo trascinò via e quando tornò con il figlio, Fabio aveva una guancia arrossata e le lacrime agli occhi, ma era senza cappotto. 
«Ecco fatto. A volte ci vogliono le maniere forti» disse Luciana con rammarico.
Sandro aggiunse: «Hai visto cosa succede a disobbedire? Le hai buscate ed inoltre salterai anche la torta.»
«Sandro non è il caso di esagerare, la torta può mangiarla.» 
«Ma io gli ho detto che se non si levava il cappotto, saltava la torta.» 
«Come vedi è senza cappotto, quindi la torta può mangiarla.» tagliò corto Luciana.

Analizziamo la negoziazione che si è verificata tra i genitori e Fabio.

Azioni svolte dal padre:

  • il padre inizia con un invito all’obbedienza; 

  • poi cerca di far ragionare il bambino;

  • rinforza il ragionamento con la prova degli altri bambini; 

  • cambia tattica e lo alletta con una ricompensa;

  • cambia ancora tattica e lo minaccia, ma infine si arrende di fronte all’irremovibilità del bambino.

Azioni svolte dalla madre:

  • costringe Fabio ad alzarsi dalla sedia e a seguirla nel guardaroba;

  • nel guardaroba ricorre alla forza e conclude con successo la negoziazione iniziata dal padre.


Gli errori di Sandro e Luciana, nel ruolo di genitori, sono la conseguenza dell’incapacità a negoziare. La negoziazione, anche con i figli, è l’aspetto più delicato della relazione. 
Quando Fabio sarà cresciuto per cui i suoi comportamenti riguarderanno aspetti della vita più importanti di quello di levarsi o meno il paltò, quando sarà impossibile ricorrere alla forza, che cosa mai potranno fare i suoi genitori per aiutarlo?

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