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Il Category Management
e il consumatore


Massimo Brizzi: senior partner Ottantaventi, da oltre 10 anni si occupa della progettazione e della realizzazione di interventi di consulenza e formazione per aziende di importanza nazionale ed internazionale.



Per approfondire questo argomento può leggere l'intervista al Dottor Francesco Di Dario, Consigliere di Amministrazione di Arena Holding, sull'esperienza Arena in questo campo:
"Il Category Management: l'esperienza Arena".


Una nota definizione del Category Management afferma che "….consiste nell’adozione della categoria come unità strategica di business nei rapporti con il consumatore e nei rapporti di canale" (Lugli – Cristini).
La Categoria è "strategica" nei rapporti con il consumatore nel senso che, grazie ad un’analisi per categorie, le aziende di produzione e di distribuzione impostano o rivedono sempre più spesso le proprie logiche commerciali in un’ottica di "Category Management Customer Based", cioè di Category Management massimamente orientato al Consumatore.
Ciò significa che le aziende si sforzano di interagire con il consumatore (addirittura "farsi guidare" da esso) per la definizione di assortimenti, segmentazioni e display che lo aiutino nella sua scelta di acquisto.
Per esempio, in un supermercato in cui la categoria "integratori alimentari" viene esposta secondo logiche di acquisto o esigenze di utilizzo come

  • per lo sport

  • per gli over 50

  • per dimagrire

il consumatore è facilitato nella sua scelta, non si scoraggia di fronte agli scaffali pieni di integratori simili (dal suo punto di vista) e tra i quali è difficile sia individuare il più adatto che, di conseguenza, acquistare.

Una ricerca di AC Nielsen del 2006 mette in evidenza come "..sono circa 200 le marche acquistate da ogni famiglia nell’arco di un anno, ma solo 23 concorrono a sviluppare il 50% della spesa". Analizzare approfonditamente questo e altri dati relativi alle scelte di acquisto del consumatore significa per le aziende di produzione e di distribuzione comprendere meglio la composizione delle diverse categorie, la loro segmentazione interna, la loro potenzialità in termini di sell-out.

Per esempio queste due diverse situazioni ipotetiche:

  1. tra le 200 marche del dato precedente, ci sono 10 marche di birra e tutte sono birre “chiare”; 

  2. tra le 200 marche ci sono 5 marche di birra, delle quali vengono acquistati 8 tipi differenti (chiara, scura con malto, senza malto, a bassa gradazione alcolica, …..);

portano aziende che perseguono strategie di Category Management orientato al consumatore a gestire in modo molto diverso la costruzione dell’assortimento, le modalità espositive, la segmentazione della categoria “birra”, per facilitare l'acquisto da parte del consumatore  in relazione alle sue preferenze. 

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