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> Perle formative |
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di Massimo Brizzi | |||||||||||||||||||||||
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Massimo Brizzi è dal 1992
partner di Ottantaventi.
Svolge attività di formazione nei
settori vendite e marketing, customer care e management. Lavora in Italia per
aziende di importanza nazionale ed internazionale. Partecipa a
progetti di Le persone oppongono resistenze al cambiamento, soprattutto quando questo viene percepito come imposto e non come il risultato di una libera decisione. Gestire bene queste resistenze dipende dalla conoscenza delle tecniche, dalle capacità di applicarle, ma anche e soprattutto dalla motivazione a volerlo fare. Facciamo un esempio: Per evitare di far sorgere ulteriori resistenze e di far percepire questi cambiamenti come “imposti” possiamo far ricorso, ad esempio, alla tecnica del "NON FAR TRAPELARE MAI LA PROPRIA VITTORIA", utilizzando un approccio come il seguente: "vedo con piacere che ci siamo trovati d’accordo sui vantaggi di questo prodotto/dell’utilizzo delle nuove procedure…" Se viceversa non abbiamo la necessaria motivazione a voler utilizzare questa tecnica, corriamo il rischio non solo di far trapelare, ma anche di far "pesare" la nostra "vittoria", utilizzando atteggiamenti di questo tipo:
Queste frasi rischiano di indisporre i nostri interlocutori ed è molto probabile che facciano sorgere altre resistenze, dovute alla percezione che il cambiamento intervenuto (acquisto del prodotto o utilizzo delle nuove procedure) sia stato imposto, e che noi abbiamo provato a manipolare la volontà del cliente o del collaboratore. Le possibili cause della (frequente) mancanza di motivazione all’utilizzo delle tecniche di gestione delle resistenze possono essere:
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