![]() |
|
|
> Perle formative |
> Obiettivo su |
|||||||||||||||||||||||
|
|
di Vittorio Galgano | |||||||||||||||||||||||
|
Quando parliamo, la nostra voce, il nostro aspetto, i contenuti del nostro discorso trasmettono degli stimoli ai nostri ascoltatori, producendo in loro delle tensioni che possono riflettersi nel loro linguaggio del corpo. Per l'oratore è quindi estremamente importante, durante la propria esposizione, tenere sotto controllo la comunicazione non verbale degli ascoltatori. Potrà così infatti verificare se il suo discorso sollecita l'attenzione, l'approvazione, la perplessità o il rifiuto da parte dell'uditorio e potrà, in corsa, decidere delle modifiche, come ad esempio lasciare più o meno spazio al dibattito o addirittura prevederlo, qualora non lo fosse stato. La lettura della comunicazione non verbale naturalmente non e' una scienza esatta ed è bene non prenderne i principi alla lettera. Infatti, a volte, posizioni e gesti possono non avere nessun significato inconscio ma essere semplicemente causati da esigenze di tipo fisiologico. Ad esempio, le braccia conserte sono senz'altro un segnale di chiusura che può essere fortemente rafforzato dalle mani che stringono saldamente le braccia e l'accavallamento stretto delle gambe. Esso però può essere sia determinato dall'avversione a quanto il relatore sta dicendo sia dalla sensazione di freddo! Con l'invito quindi a non considerarli dei segnali univoci, ecco una "legenda" di alcuni segnali del corpo:
Desideri
diventare un grande oratore? Per essere
aggiornato sulle novità Ottantaventi
|
|
||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||
|
|
Corsi
Aziendali |
Corsi
Interaziendali |
|||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||