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Il processo creativo nell'opera artistica, 
scientifica e imprenditoriale.

BILL GATES: un genio creativo 
a tempo pieno

"Niente si può creare dal nulla; coloro che non hanno accumulato materiale non possono dar luogo a combinazioni."  
                                                          Joshua Reynolds.
 
Ulterio
re conferma a questa tesi è il percorso
creativo-imprenditoriale di Bill Gates.

Sicuramente Bill Gates è un genio creativo e come tale ha creato utilizzando molte scoperte e idee altrui, le ha elaborate con i suoi collaboratori, le ha migliorate e ha saputo venderle nel migliore dei modi. 
Non ha inventato il Basic: fu scritto nel 1964 da due professori del Darthmouth College. 
Non ha inventato il personal computer: il primo pc che ebbe un certo successo fu l'Altair creato da Ed Roberts. 
Non ha progettato il Dos: Gates lo acquistò dalla Seattle Computer Products, apportandogli poi alcune modifiche e creando l'Ms-Dos. 
Non ha inventato il sistema a finestre: le interfacce grafiche furono create al Palo Alto Research Center della Xerox e la Apple fu la prima ad utilizzarle in un prodotto di largo consumo, il Macintosh, nel 1984.
Anche con Internet Bill Gates è arrivato almeno un anno dopo Netscape.

Tra i luoghi comuni che hanno caratterizzato le biografie su Bill Gates c'è quella del genio introverso, che aveva difficoltà a trovare amici, che passava intere giornate da solo nella sua stanza. Tutto questo però è stato smentito a più riprese dall'interessato. Anche in questo caso la vita di una persona con delle doti straordinarie si vuole far aderire a certi cliché: il mito del genio solitario e sregolato, magari anche con problemi mentali, è sempre in agguato. Uno psichiatra, sulla rivista TIME, ipotizzò addirittura la diagnosi di autismo borderline. Niente chiaramente di più lontano dalla realtà.

La cosa sicura è invece che nella sua cameretta regnava un incredibile disordine, malgrado i rimproveri dei genitori. L'eccesso di ordine borghese non interessava Bill, che invece cercava un nuovo ordine partendo dal suo disordine. Al pari di geni illustri quali Einstein e Michelangelo anche Bill Gates nel vestire era ben poco curato; dedicare attenzione ad alcuni aspetti esteriori era da loro considerata una perdita di tempo. Bill Gates viveva per il computer, poteva andare avanti 36 ore di filato a lavorare.

Ciò che da sempre lo ha contraddistinto è la volontà di essere il numero uno; Bill Gates è una persona estremamente tenace che punta al proprio obiettivo. Questa volontà ferrea gli deriva dall'educazione che gli hanno dato i suoi genitori; egli veniva costantemente incoraggiato a competere anche con i propri fratelli. Inoltre è stato sempre spronato dalla famiglia ad avere idee proprie, egli ha infatti dichiarato: "Crescendo, i nostri genitori ci hanno sempre incoraggiato a leggere molto e a pensare con la nostra testa".

A contribuire alla messa in pratica dei suoi obiettivi è l'atmosfera di speranza e di sogni che c'era quando Bill era adolescente. Nella seconda metà degli anni sessanta i giovani vogliono cambiare il mondo, hanno grandi sogni nella testa. La realizzazione di importanti imprese tecnologiche stimola molto la fantasia ed elettrizza gli animi: anche grazie all'uso del computer fu possibile lo sbarco sulla luna.

Nel corso del tempo Gates crea un gruppo straordinario di collaboratori. Tutto ciò che realizza lo fa dunque in stretta collaborazione con altre persone, egli è il leader di un team creativo di successo.

Il primo collaboratore è Paul Allen che conosce a scuola e con cui stabilisce subito un buon feeling. Perché proprio Paul Allen? Perché Allen, figlio del direttore delle biblioteche di Washington, aveva letto praticamente di tutto e in particolare "libri che spiegano le cose", conosceva quindi come si costruiscono e funzionano le "cose": lo scibile di Allen fu uno strumento prezioso per l'opera di Gates. Insieme fondano la Micro-Soft (nel 1975, il trattino sparirà circa un anno dopo). All'inizio sono appena in undici, la loro sede sembra una casa prestata dai genitori per una festa a dei ragazzi. 
I programmatori arrivano tardi la mattina e lavorano fino a notte fonda, non esiste nessuna etichetta sul come vestirsi e i rapporti gerarchici sono abbastanza fluidi, però si lavora molto.

La grande svolta della Microsoft avviene nel 1980 con l'accordo con l'Ibm, che le commissiona un adattamento del Basic al loro nuovo Pc. E' interessante ascoltare l'impressione dell'executive Ibm, nel momento in cui incontrò Bill Gates: "Credetti che il ragazzo che usciva dall'ufficio che mi era stato indicato come quello del principale fosse un inserviente e invece era Bill in persona. Però, dopo quindici minuti che parlavi con lui, non pensavi più a che età avesse o al suo aspetto. La sua era la mente più brillante con cui avessi mai avuto a che fare".

Da questo momento comincia la grande crescita della Microsoft. Il gruppetto di "amici" si comincia ad allargare e arriva a 450 persone nel 1983. La rivista "People" fa questo ritratto di Bill Gates: "Gates sta al software come Edison stava alla lampadina, in parte innovatore, in parte imprenditore, in parte venditore e genio a tempo pieno".

Come è il rapporto con i propri collaboratori? Alcuni dipendenti dicono che sarebbe preferibile un interrogatorio dell'Inquisizione Spagnola a certi incontri con Bill. Sono infatti famose le sue sfuriate, egli trova e critica ogni imperfezione, ogni algoritmo difettoso o piano marketing non adeguato; allo stesso tempo egli non ama circondarsi di "yes-man", persone che gli diano troppo spesso ragione. Alcuni collaboratori se ne vanno. Altri, sottoposti ad una eccessiva pressione lavorativa e psicologica, si ammalano ma questo non fermerà la corsa di Bill Gates. Tutto ciò avviene in particolare durante la creazione e il lancio di Windows 1.0. Egli minaccia di licenziare anche il suo braccio destro Ballmer qualora Windows non fosse stato sugli scaffali entro fine anno (1985). Il 21 novembre 1985 Windows1.0. vede ufficialmente la luce.

                                                        Fine quarta parte
                                                        Enio Pallaracci

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